Diamo il benvenuto a Planetek Hellas nella famiglia di aziende sostenitrici della Camera di Commercio Italiano-Ellenica di Atene
Planetek Hellas, membro del Gruppo D-Orbit, è un’azienda greca leader nel settore del telerilevamento satellitare, dell’analisi e dell’elaborazione di dati geospaziali…
Primato nelle competizioni sportive ma anche nei concorsi di bellezza: Alfa Romeo 6C ha segnato un’epoca. Un’immagine che meglio di altre è legate alla storia della 6C è questa: il 13 aprile 1930, sono passate da poco le cinque del mattino e la quiete del Lago di Garda è rotta dal rombo di una Alfa Romeo 6C 1750 Gran Sport spider Zagato che va a 150 chilometri orari a fari spenti. Al volante c’è Tazio Nuvolari da Mantova, detto Nivola. Al suo fianco c’è Gian Battista Guidotti, capo-collaudatore Alfa Romeo al Portello.
Vince Nuvolari alla media di 100,45 km/h. È la prima volta in questa gara che viene infranto il muro dei 100 km/h di media. La 6C è la prima creatura di Vittorio Jano, che dal 1926 ha preso in mano tutta la progettazione Alfa Romeo e per la 6C ha pensato a qualcosa che diventerà la caratteristica delle auto della casa del Biscione: l’elevata potenza specifica. Jano sa estrarre cavalli da motori piccoli, e questo lo porta a immaginare quello che noi oggi chiameremmo ‘downsizing, ovvero crea propulsori che si collocano a metà tra la cilindrata da un litro, tipica delle utilitarie, e i due o tre litri delle auto di lusso. Già allora, le Alfa Romeo vanno più forte di tutti grazie al miglior rapporto peso/potenza. A partire da questa intuizione progettuale, nascono modelli che faranno storia.
Le vittorie nelle gare diventano una cassa di risonanza per la supremazia tecnica del modello. Sin dall’esordio, la 6C 1750 ha un notevole successo commerciale. Dal 1929 al 1933 escono dal Portello ben 2579 esemplari, venduti sul mercato domestico ma anche all’estero, soprattutto nel Regno Unito e nel Commonwealth. Numero significativo, considerando che si tratta di un’auto decisamente di élite. In Italia, il prezzo di vendita andava dalle 40 alle 60 mila lire, cioè circa sette anni di uno stipendio medio. La 6C non è solo veloce ma è anche molto bella.

